Viva la sincerità

In questo mondo di trick e ballacche (si scrive così?) finalmente qualcuno che dice la verità, come se l'invito fresco fresco fatto da me ieri fosse stato accolto. Parlo ovviamente della confessione da parte del direttore del Corriere della Sera, noto quotidiano italiano conosciuto per le doti di autorevolezza e "Neutralità", di essere schierato con una certa parte politica. E così cade anche questa presunta maschera di imparzialità che accompagnava e proteggeva qualunque dichiarazione fatta su quel quotidiano
Ora mi chiedo però: di tutto ciò che è stato scritto su quelle pagine, preso da molti come oro colato cosa farne? E anche... è stato scritto proprio tutto di tutti o è stata tralasciata qualche notizia scomoda? e se si da quale parte?
Attenzione qui non si tratta di giudicare la scelta politica di una persona ma l'uso della sua posizione all'interno di quel quotidiano, e la cosa dovrebbe suscitare lo scalpore di tutti visto che si è sempre parlato di conflitto di interessi, dunque in questo caso non si può parlare di conflitto di interessi oppure il conflitto di interessi è solo un'espressione che riguarda un caso particolare?
Spero che tutti convengano che quando si parla di un quotidiano legittimamente schierato tutti questi discorsi sono inutili ma qui la gravità risiede nel fatto di voler dare un'immagine di imparzialità la dove imparzialità non c'è e forse non c'è mai stata.
Alla luce di tutto questo è ancora tutta una balla ciò che dice il presidente del consiglio in merito al vero potere mediatico?
Veniva deriso e schernito quando faceva queste affermazioni solo perchè lui padrone effettivo di un terzetto di reti televisive che potrebbe (il condizionale è d'obbligo) sfruttare a suo uso e consumo, e del resto della realtà cosa farne? Vogliamo continuare veramente ad affossarla?
Dunque è proprio vero che il problema del conflitto di interessi sia stato sottovalutato ma credo anche la sottovalutazione sia avvenuta nel senso errato.